Lo Sparta: Mi fa sentire parte di qualcosa
Hattrick: Questo invece mi fa divertire
Rosa di velluto
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il Magister ha dato asilo a *loading* ospiti
Ricordo... (si finisce)
Siccome non amo lasciare le cose a metà, sento il dovere morale (soprattutto verso me) di concludere ciò che avevo cominciato ormai diversi mesi fa...
...la mattina dopo è stata come tutte quelle mattine in cui ti risvegli con poche ore di sonno, in cui apri gli occhi, che sono ancora pesanti per il poco sollievo che il risicato riposo ti dona ma con una piccola, piccolissima differenza, si riempiono di una immagine nuova. Immediatamente torna alla memoria tutta la nottata precedente. Lei dorme ancora, al tuo fianco. Comincia un'altra giornata con una presenza in più nella tua vita. Ti assalgono mille dubbi, mille e più paure. Decidi di non pensarci, non ora perlomeno. Che fare? La svegli con un bacio? La lasci dormire? Le prepari la colazione?
Opto per quest'ultima!
Cucina, caffè, porccc non conosco i suoi gusti le sue abitudini mattutine. Fa nulla, avrò tempo di rimediare, forse.
Camera, caffè caldo, biscotti, bacio "'giorno cerbiatto, dormito bene?".
Frase di risposta un pò disarticolata ma sorriso che le illumina il volto e occhi felici. Per ora tutto ok!!
Facciamo colazione a letto, poi tocca prepararci per cominciare la giornata. Io ho la partita, lei la sua vita.
Ci salutiamo sulla porta, altri baci che portano con sè la promessa di altri momenti di serenità.
Il dopo...
... un mese di serate, nottate, chiacchierate, letture, mail, messaggi, promesse, frasi, sguardi e...
...la fine.
Sì perchè lei, alla fine, ha scelto lui.
Piccola postilla: da quei giorni è passato un anno giusto giusto. Ci siamo rivisti dopo diversi mesi di assoluto silenzio. Stanno ancora insieme e sono felici. Forse è meglio così, forse no. Ora lavoriamo nella stessa struttura. Quando l'ho rivista a lavoro, la prima volta, ho pensato di dover affrontare quotidianamente il fantasma di quello che c'è stato e che non ha potuto aver seguito, ho pensato che la vita a volte sa essere crudele, perchè lavorare proprio nello stesso posto? Poi...
... lo stesso posto mi ha regalato un'altra persona che ora riempie le mie giornate, i miei pensieri, il mio cuore. Ma questa è un'altra storia......
La vita a volte è strana.
Il Ritorno?????
Avevo bisogno di tempo. Tempo per me. Tempo per riordinare i miei pensieri.
Come spesso mi accade, non mi sono assentato del tutto. Ero alla finestra. Osservavo!
Ne sono successe di cose dal mio ultimo post, belle e brutte. Il Blog era lì, in attesa e, forse, io con lui. A volte la vita ci prende, ci sorprende (e meno male). Le cose accadono. Sapevo, so, che questo mio spazio era qui, in attesa, sornione.
Ora mi sento di nuovo carico, pronto a gettare, rigettare, ciò che ho dentro. Ne ho di cose da raccontare, sempre che qualcuno abbia ancora voglia di starmi a sentire...
... e se anche così non fosse...io le dico lo stesso!
GRAZIE Sliding...hai ridato la corda al magio scarico!!!
Si Riparteeeeeee
Ricordo...(si continua)
...gli occhi. Sono stata la prima cosa che ho notato. C'era poca luce, vero, ma loro brillavano, grandi, profondi, comunicativi. Osservo tutto il viso e mi soffermo sulle labbra. Incredibile come alcuni particolari del viso di una persona possano rimanere così impressi. Magari, con il passare del tempo si perde la percezione del tutto, dell'insieme, i contorni sfumano ma quei particolari rimangono impressi a fuoco. Penso. È bellissima. Non quella bellezza da copertina, molto più umile.
La serata scorre tranquilla, senza eventi degni di nota, tra le solite chiacchiere e le solite birre tranne per quel piccolo particolare, quella sensazione di farfalle nello stomaco, l'incapacità da parte mia di distogliere la mia attenzione dal lei, da ciò che dice, da come lo dice, da come si muove, da come ride, da come è.
Serata breve, tra l'altro, che domani si lavora. A nanna presto. Le si accompagna a casa. Saluti di rito. Nessun accenno da parte mia a come mi aveva colpito, nessuna avance di nessun tipo durante la serata, non ne sono stato in grado, troppo inebedito. Solo una frase, al momento del saluto...
"Noi ci rivediamo". Non era una domanda, la mia, una affermazione!! La risposta. "Sì!". Certezza, Sicurezza.
In macchina chiedo al cuggi: "e questa da dove l'hai tirata fuori?"
Lui: "Bella vero? Ed è anche una persona speciale. Peccato sia fidanzata"
Io: "Stregato. Pazienza se è fidanzata, non sono mica geloso io!!!". Patetico idiota che sono!!
Passano i giorni. Passano con il pensiero di lei. Passano con l'attenzione rivolta a cogliere ogni minimo pretesto, occasione per poterla rivedere (figuriamoci se le avevo chiesto il numero di telefono...troppo stupido io).
L'occasione arriva. Festa di un amico. Agriturismo-Cascina fuori Torino. Tutti noi. Cibo, vino. Luna. Passeggiata tra i campi. Stelle. La sua mano che cerca la mia. La trova. Rimaniamo lì, sdraiati, a guardare le stelle, a parlare. Cuore che batte. Non posso crederci. Io proprio io. Sarà stato solo un gesto di affetto. Non ti illudere, al tuo solito.
Si torna dagli altri. Ancora cibo, ancora vino, ancora musica. Serata che sfuma verso la fine. No non può finire così. Voglio ancora il suo contatto. Voglio ancora i suoi occhi, la sua voce. Voglio lei.
Ora di tornare a Torino. Prima di andare a nanna però ci vuole il bicchiere della staffa. Quale miglior posto se non i Muri, Giancarlo.
Marea di gente, è venerdì sera. Siamo intontiti dal viaggio, dal sonno, dall'alcool, dalla confusione.
Mi prende la mano. "Mi accompagni dentro? Devo andare al bagno". Ed io: "Andiamo". In fila, in attesa. Ancora una marea di gente. Lei avanti a me. Io le cingo la vita. Si gira. Mi bacia. Non era solo un gesto di affetto.
Svanisce la stanchezza, svanisce l'intorpidimento. Rimane solo lo stupore e... la felicità. Indescrivibile, non a parole almeno.
Passano le ore. Sono completamente insensibile a ciò che mi circonda. Solo lei davanti a me, intorno a me, dentro di me.
Si deve andare. La accompagno a casa. Arriva inesorabile il momento delle parole dopo che a parlare fino ad allora sono state le mani, che si accarezzavano, gli occhi, che si scrutavano, le labbra, che si sfioravano, i corpi , che fremevano.
"Devo dirti una cosa..." mi guarda diritto negli occhi mentre mi parla "...sono fidanzata"
"Lo so. Stiamo a vedere cosa succede. Sappi solo che ora ti ho trovata e non ho nessuna intenzione di lasciarti andare a meno che... a meno che non sia tu a chiedermelo"
"Sono stata bene stasera!"
Ultimo bacio. Scende dalla macchina. Torna indietro.
"Vorrei dormire con te stanotte."
Nessuna esitazione.
"Sali"
Casa mia. Sette del mattino. La stanchezza non so nemmeno cosa sia. Si spoglia. Mette una mia maglietta. Mi spoglio. Rimango solo in boxer. Stesi. La abbraccio. La bacio. La domanda: "Vuoi dormire?"
"Tienimi stretta, abbracciami, cullami fino all'arrivo del dio Morfeo"
Così ho fatto! Lei tra le mie braccia. Piacevole sensazione di completezza. La guardo addormentarsi. Stupenda. Veglierò fino al suo risveglio. Veglierò sul suo sonno. Magari così posso fermare il tempo in quest'istante.
Il sonno vince le mie resistenze. Il sonno vince. Dormiamo.
...to be continued
Ricordo...
...il primo giorno che l'ho incontrata.
Era una di quelle serate inutili, sapete di quelle nate con lo scazzo e con pochissima voglia di mettere il naso fuori di casa. Ero pronto a godermi la mia nuova casa, mi ero trasferito da poco tempo. Con il lavoro che faccio e gli allenamenti sono veramente poche le serate che posso passare al cazzeggio davanti alla televisione a sorbirmi le gran menate che la televisione non a pagamento ci propina in prima serata (la notte è tutta un'altra cosa eheheh).
Comunque ero con questa disposizione d'animo quando il cuggi mi fa una chiamata.
"Ti va di farti una birra?"
ed io "ma veramente volevo stare un pò a casa al cazzeggio"
e lui, perentorio (sa come prendermi) "ti passo a prendere fra dieci minuti"
Ok, penso, una birretta col cuggi non può che farmi bene. Mi preparo.
Campanello. Scendo. La macchina del cuggi accostata davanti al mio portone. Intravedo altre figure con lui, non riconosco i volti, troppo buio. Ero convinto fosse solo. Saranno i soliti amici. Mi avvicino. Riconosco il passeggero al suo fianco. Vecchia amica che non vedevo da tempo. Ci salutiamo fuori dalla macchina. Poca attenzione, anzi nessuna, al secondo passeggero. Mi lascia il suo posto e si accomoda dietro. Io salgo davanti. Saluti al cuggi e poi...
...poi avverto la presenza. Voglio essere preciso. Ho detto "avverto" la sua presenza e non a caso visto che non mi ero nemmeno girato a vedere chi fosse. Vibrazioni nell'aria, qualcosa di non tangibile ma non per questo meno reale, corde che vibrano. Una voce.
"Piacere io sono F.". Una mano che mi viene offerta. La stringo. Altre vibrazioni.
"Piacere mio. Stefano."
Non mi sembrava molto educato girarmi a scrutare questa presenza che tanto mi aveva colpito per cui rimango seduto e comincio a chiacchierare con i presenti.
La macchina procede per le vie di Torino, destinazione la seconda casa del cuggi, un circolo Arci dalle parti del Rondò della Forca.
Chiacchiere inutili durante il tragitto, a cui non presto grande attenzione. Sto cercando di capire cosa siano quelle sensazioni che hanno riempito la mia testa. Cosa aveva catturato così prepotentemente la mia attenzione. Non capisco.
Arrivo a destinazione. Parcheggio. Si scende dalla macchina. Fino a quel momento avevo solo un'idea di come fosse questa persona, immagini rubate dagli specchietti retrovisori, spicchi di volto illuminati a tratti dalle luci delle insegne e delle vie della città. Troppo poco, praticamente nulla. Una sola cosa forte e chiara, fino ad ora. La sua voce. Ma soprattutto le corde che la sua voce riuscivano a toccare.
Scendo, dicevo.
...to be continued
Stranezze...
... che a volte ti costringono a pensare.
Andiamo con ordine.
Nell'ultimo periodo mi ritrovo ad attraversare momenti poco sereni. Trovo difficile anche solo riuscire ad eprimere e descrivere a parole i miei stati d'animo. Questa è già una prima stranezza visto e considerato che, chi mi conosce può confermarlo senza tema di smentita, difficilmente nella mia vita mi è capitato di non trovare il modo di esprimere le mie emozioni attraverso le parole. Con le parole me la sono sempre cavata discretamente e il mio sentire il mondo non è mai stato un segreto per tutti coloro che, per un motivo o per un altro, si sono ritrovati e si ritrovano a percorrere il cammino della vita con me. Qualcosa è cambiato (e mi auguro sia solo un cambiamento momentaneo) e la cosa non mi piace affatto.
Naturalmente la mia attuale incapacità di trasformare il mio sentire in parole ha avuto un effetto destabilizzante nella cura di questo spazio, il blog.
Ho cominciato questo blog spinto dalla necessità di esprimere ciò che penso e sento che a volte fa molto male tenersi tutto dentro ed è cosa buona e giusta buttarne fuori una parte se non tutto. Se però non si riesce a fare ordine in quello che c'è dentro risulta un pò difficile porgerlo all'esterno, somiglierebbe troppo ad un vomitare e (ve lo dico per esperienza personale) non è una pratica piacevole. Per carità, dopo ci si sente meglio grazie alla sensazione di vuoto che il vomitare sempre si porta con sè ma è un vuoto che non lascia nulla dietro di sè. Porgere all'esterno, al contrario, presuppone una capacità e una intenzionalità di selezione, questo sì e questo no, questo ora questo più tardi.
Ma il blog non è solo una esperienza personale e soggettiva, non è come scrivere un diario su carta, magari di quelli con il lucchetto che scrivi fondamentalmente per te stesso, chiudi in un cassetto della scrivania sperando che gli altri abbiamo la discrezione di non aprirlo se non con il tuo consenso e che forse verrà letto solo in tua assenza.
Il blog porta inevitabilmente con sè la lucida volontà di voler condividere con chiunque il tuo io, o almeno l'io che tu vuoi che gli altri conoscano ma qui rischieremmo di divagare per cui...
inoltre, con il blog, entri a far parte di un mondo, interagisci con altre persone, vieni letto, certo, ma leggi anche. Diventi partecipe degli scazzi e delle gioie di altre persone. Persone che magari non vedrai mai ma che impari a conoscere, apprezzare e disprezzare. Con qualcuno riesci ad entrare anche in sintonia. Aspetti con ansia nuovi capitoli della sua avventura, hai sete di nuovi pezzi che vanno a comporre il puzzle della sua personalità, del suo sentire, del suo pensare.
Ho letto più volte in alcuni post e commenti l'accostamento con la dipendenza. Si diventa in qualche modo dipendenti dalla vita dei blogger. Come tutte le dipendenze, porta con sè aspetti negativi ma...
...molte volte, il più delle volte, fa tanto bene.
Questo ho scoperto in questi quattro mesi di esperienza nel mondo BLOG. La seconda stranezza perchè mai avrei pensato di farmi coinvolgere così tanto, io che sono sempre stato molto pragmatico e attaccato a ciò che posso toccare con mano, ascoltare con l'udito, gustare, odorare e non solo leggere e vedere.
La cosa però più spiazzante, la Stranezza con la S maiuscola di questo post, è stata la mia reazione a quattro o cinque righe lette un paio di giorni fa.
Navigavo al solito in rete, indeciso se scrivere un post, e quindi chiedendomi se sarei riuscito almeno stavolta a mettere ordine dentro di me e intanto andavo a sbirciare a casa di quelli che sono diventati i miei amici.
Come sempre, con gesto automatico, apro in successione i link dei blog amici, sicuro e tranquillo di trovarli ancora lì, pronti a farsi leggere e commentare, a farsi condividere. Lo schiaffo in piena faccia ricevuto, vi assicuro, mi ha stordito.
Quattro righe che hanno scavato dentro di me, lucide e sincere, come sempre sono state le sue parole in cui ci comunicava che se ne andava, che chiudeva. Non entro nel merito della decisone, non mi permetterei mai e lei lo sa. Intendo descrivere solo il mio sentire.
Abbandono, mancanza, commozione, stupore, paura del distacco, rispetto.
Ma, alla fine, quello che più mi preme fare ora è salutare un'amica. Con tanto tanto affetto.
Ciao Cameretta!!
Le mie congratulazioni
Sono tornato ieri da un breve viaggetto a Pisa.
Due giorni di full-immersion con tutta la mia famiglia e qualche amico.
L'occasione? La laurea del mio fratellino. Ebbene sì, lui ce l'ha fatta, è arrivato alla fine del tunnel, è DOTTORE.
Un dottore con i fiocchi, c'è da dire, visto che, almeno lui, si è laureato nei tempi previsti e con il massimo dei voti.
Il fratellino è stato sempre il più bravo dei due in ambito scolastico e, quindi, non avevo alcun dubbio avrebbe fatto le cose per bene. Se c'è una cosa che gli invidio e sempre gli ho invidiato è la sua grande capacità di abnegazione, la sua forza di volontà, nell'ottenere quello che vuole. Quando decide di impegnarsi in qualcosa, non ce n'è per nessuno!! Compresi quelli con il suo stesso DNA (eheheh).
Ed è per questo che merita le mie più sincere e sentite
CONGRATULAZIONI!!!
Vai fratè, alla conquista di Roma ora!!!!
Filosofie di vita!
Dunque, i giorni più piacevoli di questa estate, di cui ormai sta sbiadendo anche il ricordo che il tempo da queste parti ha deciso di dare una accelerata verso l'inverno, sono stati quelli che ho trascorso a Pisa, ospite del Fratè e dei suoi amici che approfitto per salutare (raga vi faccio anche pubblicità webbica, ehehe i potenti mezzi della tecnologia), grazie a D. e al Fratè per avermi sopportato e a F. per avermi concesso l'utilizzo del suo regno!
Dicevo, in questi piacevoli giorni che ho trascorso tra mare, spiaggia, beach volley (ho scoperto che non è proprio il mio sport), bevute e passeggiate in una splendida cittadina mi è capitato tra le mani una cosina che vorrei condividere con voi.
Per la serie: "pillole di saggezza quando meno te lo aspetti" ecco cosa ho trovato sul retro del menù di una birreria di Pisa (a cui, e me ne scuso, ho sottratto il menù in questione, uahuahuah).
Un professore di filosofia iniziò la lezione introduttiva del corso affrontando gli studenti senza dire niente: prese un grosso barattolo vuoto e lo riempì di pietre del diametro di 5 cm. Quindi chiese agli studenti se il barattolo fosse pieno. Loro risposero che lo era. Il professore prese allora alcuni sassolini e li versò nello stesso barattolo. Scuotendo leggermente il contenitore, questi andarono ad infilarsi tra le pietre.
Chiese nuovamente se il barattolo ora fosse pieno. Di nuovo la risposta fu affermativa.
A questo punto egli prese della sabbia e la versò nel barattolo. Naturalmente la sabbia riempì gli spazi vuoti.
Chiese quindi un'altra volta se il barattolo fosse pieno. Gli studenti risposero in modo unanime di sì.
Il professore fece a questo punto apparire due lattine di birra da sotto il tavolo e le versò nel barattolo.
Gli studenti risero.
Ora il professore, una volta che le risate si furono spente, spiegò:
"Vorrei che capiste che questo barattolo rappresenta la vostra vita. Le pietre sono le cose veramente importanti: gli amici, la salute, i figli, cose che se qualsiasi altra cosa fosse perduta, continuerebbero ad essere fondamentali e a riempire la vostra vita.
I sassi più piccoli sono cose importanti ma un pò meno, il lavoro, la casa...
... la sabbia è tutto il resto, le cose minori.
Ora, se mettete, anteponete, la sabbia nel barattolo, non rimane posto per le pietre ed i sassi. Se anteponete le cose meno importanti a quelle via via più fondamentali, non avrete energia, tempo, spazio per quelle davvero necessarie.
Fate attenzione per prima cosa alle pietre importanti. Decidete le vostre priorità. Il resto è solo sabbia."
Uno studente chiese: " e la birra?"
Il professore concluse: "BEH RICORDATEVI CHE NON IMPORTA QUANTO SIA PIENA LA VOSTRA VITA: C'È SEMPRE POSTO PER UN PAIO DI BIRRE!!"
Provate a dargli torto!!!!
Io non ci penso proprio
Periodo di assestamento...
Non era nei programmi assentarmi dal blog per un così lungo periodo. Semplicemente è successo!!
Il rientro dalle vacanze, che in un post che verrà cercherò di raccontarvi, è stato più difficile del previsto.
Sto cercando pian piano di carburare, di rimettere in ordine i diversi aspetti della mia quotidianità, di non farmi sommergere dalle incombenze e da tutte quelle cose che inevitabilmente rimando a tempi migliori che puntualmente, per un motivo o per un altro, non arrivano. Poi, francamente, un pò di disintossicazione da WEB ci vuole, EHEHEH (risatina nervosa e di circostanza).
Non mi sono assentato del tutto. Ogni tanto una sbirciatina ai vostri mondi l'ho data ma soprattutto siete stati presenti nei miei pensieri in più di una occasione segno inequivocabile che, che vi piaccia o no, siete entrati a far parte anche voi della mia quotidianità.
Per cui...CdP, C.O., G., Mute, Nero, Niki, Prof., Sliding ( in rigoroso ordine alfabetico ihihih) e tutti voi...Scusate l'assenza.
Magio è tornato!!!!
Riflessioni...
L'altra sera sono uscito con i soliti amici per andare a fare quattro passi e berci qualcosa di fresco che comunque non ce n'era bisogno visto e considerato che nei giorni precedenti il tempo aveva deciso di far sembrare la prima settimana di agosto gemella della prima di novembre esaudendo le preghiere di tutti quei rompiballe che non fanno altro che ripetere a chiunque abbia la pazienza di starli ad ascoltare che il caldo è proprio insopportabile, che l'afa non si regge, che loro adorano le stagioni fredde, che preferiscono andare a dormire con i pinguini ma che almeno dormono, che io puntualmente penso: "ma porcaccia la miseria, io batto i denti tutto l'inverno in una città fredda come Torino, aspetto l'estate per andarmene nella mia adorata Puglia a godermi un po' di sana afa e calore che farsi il bagno al mare in queste condizioni è esclusivamente una goduria, che, la miseriaccia boia, siamo o non siamo ad agosto ed è perfettamente naturale aspettarsi un clima torrido e che, se proprio volete il freddo, perché, di grazia, non vi levate dai cosiddetti, prenotate le vostre stramaledette ferie in uno stramaledettissimo posto glaciale tipo il polo?".
Insomma, visto e considerato il clima, decidiamo di infilarci in un pub, al chiuso e scassarci un paio di sane birre e qualche Negroni.
Considerata anche l'enorme dose di fortuna che ci accompagna in queste serate, dove per ben tre volte abbiamo aspettato ore prima di essere notati dal primo cameriere e un tempo non ben quantificabile per essere serviti, decido di munirmi di una di quelle riviste che vengono gratuitamente distribuite nei locali e che gentilmente ti informano delle iniziative della zona, accingendomi ad affrontare l'attesa della mia ordinazione impiegando il tempo in maniera costruttiva (cercando insomma di scoprire dove poter impiegare il resto delle mie serate estive tra sagre, concerti e locali).
Sono dunque preso dalla lettura di quest'amena rivistucola quando con mia immensa sorpresa e diletto mi imbatto in questa immagine:

Sempre più incuriosito decido di non fermarmi alla superficie (anche per darmi un contegno e distogliere l'attenzione dei miei commensali dalla pronta bavetta che improvvisamente e repentinamente è apparsa all'angolo sinistro della mia bocca...sì sì lo so il solito vecchio porco...)e di leggere tutta la pagina.
Al lato della sublime immagine è riportata la seguente poesia di tal Carlos Drummond De Andrade:
Il culo, che meraviglia.
È tutto un sorriso, non è mai tragico.
Non gli importa cosa c'è sul davanti del corpo.
Il culo si basta.
Esiste dell'altro?
Chissà, forse i seni.
"Mah!" sussurra il culo "quei marmocchi
ne hanno ancora di cose da imparare".
Il culo sono due lune gemelle in tondo dondolio.
Va da solo con cadenza elegante,
nel miracolo d'essere due in uno, pienamente.
Il culo si diverte per conto suo.
E ama.
A letto si agita.
Montagne s'innalzano, scendono.
Onde che battono su una spiaggia infinita.
Eccolo che sorride il culo.
È felice nella carezza di essere e ondeggiare.
Sfere armoniose sul caos.
Il culo è il culo, fuori misura.
-"Il culo che meraviglia"-
che io non ho potuto fare a meno di declamare a voce alta a tutto vantaggio dei miei commensali e di chi avesse avuto voglia e orecchie per ascoltarmi.
La pagina altro non è che una sorta di pubblicità progresso di iniziativa della rivista che la ospita e che come slogan ha: "Ma non sempre nella vita, si può essere fortunati", campagna a favore della sensibilizzazione ai rischi della guida in stato di ebrezza.
Fin qui tutto bene, direte voi. E la riflessione che dà il titolo al post dov'è? Aggiungerete voi.
La riflessione mi è stata provocata da una frase di una mia amica che mi informava che la stessa pubblicità l'aveva notata su un cartellone a bordo strada, sapete, di quelli enormi che le costeggiano ed è la seguente:
"Se io dovessi trovarmi alla guida del mio macinino e all'improvviso dovesse pararmisi innanzi questo po' po' di bendiddio, che io abbia bevuto o meno farebbe ben poca differenza visto e considerato che la mia soglia di attenzione subirebbe una brusca deviazione in quanto considero il culo in oggetto portatore di una intrinseca capacità ipnotica."
Voi non credete?
CASA!!!
E al fin è giunta l'ora, si parte!!
Stasera, intorno alle ventuno, il Magister prenderà il suo ciuf ciuf preferito per raggiungere la famigliola in quel della Puglia.
Mi aspetta una lunga notte di viaggio ma domattina potrò risalutare quelle terre che sento mie e che sempre mantengono il sapore intatto delle vacanze.
Ritroverò gli amici che hanno condiviso con me tutta l'adolescenza e che, anche a dispetto della distanza, rimangono i più cari. Lunghe giornate di mare, serate di chiacchiere, passeggiate, concerti, sagre, innaffiate da grandi bevute e accompagnate da sontuose mangiate.
Parto con un po' di apprensione (il BOSS è un pochettino incazzato con il sottoscritto) e dovrò affrontare qualche sclero di troppo ma così è la vita.
Non so se la mia estate sarà indimenticabile o come mille altre, l'unica certezza è che è estate.
E ho tutta l'intenzione di godermela.
Per cui, per ora, vi saluto. Certo, riuscirò a leggervi e a scrivervi anche da lì (sapete è arrivata la corrente elettrica anche da noi EHEHEH) ma dubito con la stessa assiduità.
Dunque, a presto. Io vado finalmente a...

CASA!!!